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Nat Wilms è nata a Halle/Saale in Germania, nel 1976, vive e lavora a Bologna.
È diplomata in scultura all’Accademia di Belle Arti di Bologna.
È un’artista sperimentale che passa velocemente dalla scultura alla fotografia e al video, riuscendo ad integrare, in opere articolate, i diversi risultati ottenuti. Le sue creazioni sono il frutto di una manipolazione della materia prima, del legno, delle resine, del bronzo, del rame, delle piume, delle carte così come delle immagini fotografiche o delle videoriprese, elaborate tramite diversi tipi di montaggio. Le sue opere emergono da un lavoro riflessivo che si affaccia al mondo con un approccio socio-antropologico, capace di mettere in relazione le esperienze della propria esistenza a quelle del vissuto comune.

Cosa ne pensiamo

Nat Wilms è scultrice, fotografa, videoartista. Ed è tutto allo stesso tempo. La sua modalità espressiva implica un intreccio di tecniche che si mischiano allo scopo di dare da un lato concretezza e dall’altro evanescenza all’opera. Le sue installazioni presentano sempre una parte materiale (pesante) in equilibrio con la leggerezza della dimensione onirica della sua poetica. L’oggetto-scultura è, infatti, presente realmente nelle sue opere ma è, anche, rappresentato con foto e video, decontestualizzato grazie ad ambientazioni imprevedibili. Gli scatti fotografici, che lo trattengono, emergono dall’ombra grazie alla luce di light-box che creano un’atmosfera notturna e calda, anche se a tratti nostalgica. Nei video si confronta con la tecnica della ripresa e del montaggio, arrivando a toccarne i limiti. Qui il buio viene rovesciato in luce, i colori vengono invertiti, l’acqua funziona da specchio e diventa cielo, l’aria brillante acceca e definisce gli oggetti che incontra. E’ un sorta di gioco “doppio”, tra confini e mondi altri.
Davanti alle opere di Nat Wilms sorge l’esigenza di scoprire una storia, di capire cosa ci sia dietro al soggetto della sua ricerca, di conoscere meglio il suo protagonista. Si percepisce un’assenza, ma non si sa bene di cosa. Scultura e documentazione video-fotografica diventano, insieme, il pretesto per una narrazione che ha la capacità di portare il pensiero lungo associazioni e ricordi, anche personali, che si fondono assieme. L’opera di Nat Wilms può essere interpretata come un viaggio alla scoperta delle diverse dimensioni dell’essere, una narrazione che prende come spunto un oggetto per parlare, metaforicamente, della storia di ogni esistenza umana. E l’assenza che si percepisce potrebbe essere la nostra.

Punto debole e di forza

La scultura eseguita con il rame e il legno può apparire troppo legata all’artigianato. L’uso di diverse tecniche, manuali e tecnologiche assieme, può confondere e può sembrare una scelta ingenua e non ben definita. Eppure è proprio questa miscela, tra l’arcaico e lo sperimentale, che permette l’emergere di quell’atmosfera onirica che distingue e segna tutta la poetica dell’artista.

Consigliato a

chi ama viaggiare anche solo con la mente ed è capace di immedesimarsi nei racconti degli altri.

Vietato a

Chi ha perso l’abitudine di sognare.

Info: www.natwilms.com

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